La grande importanza della visione

Gli occhi sono l’organo sensoriale più importante agli effetti dell’idoneità e del benessere psicofisico dell’Uomo anche dal punto di vista sociale.

Il mio motto è: ”prevenire è meglio che curare”.

Quando parliamo di salute e, nel nostro caso di salute degli occhi, è fondamentale parlare di: PREVENZIONE ED EDUCAZIONE SANITARIA.

Tre i punti fondamentali della prevenzione:

1.     La prevenzione primaria: sensibilizzando, attraverso l’informazione, la prevenzione delle malattie della vista, si cerca di ridurre, controllare o di eliminare le cause di malattie.

2.     La prevenzione secondaria ha la finalità di diagnosticare precocemente una patologia, attraverso programmi di screening ed esami diagnostici.

3.     La prevenzione terziaria è fondamentale per evitare che la malattia peggiori, in questo caso la patologia è seguita e curata.

L’importanza della corretta prevenzione per la salute della vista deve essere continuamente ripetuta perché ancora oggi nella mia attività professionale quotidiana osservo numerosi casi di patologie che diagnosticate precocemente avrebbero consentito al paziente più ampie possibilità di recupero.

La prevenzione è talvolta trascurata per la convinzione che la tecnologia sia in grado di sconfiggere ed eliminare qualunque problema. Purtroppo non è sempre così.

La prevenzione in oculistica ha varie fasi critiche

La PRIMA FASE è quella nell’età pediatrica, quando i bambini devono essere assolutamente sottoposti ad un controllo oculistico nell’età prescolare per prevenire precocemente alcuni dei possibili difetti visivi quali: ambliopia, miopia, astigmatismo, ipermetropia e strabismo.

Verso i 4 anni, quando l’occhio ha raggiunto un discreto sviluppo e quando il difetto visivo più diffuso è l’ambliopia, è necessaria la visita prescolare.

L’ambliopia è un fenomeno molto diffuso, consiste nella diminuzione della capacità visiva di uno dei due occhi legata a diverse patologie dallo strabismo alla cataratta congenita a molto più frequentemente un difetto della vista non corretto.

L’ambliopia è una patologia che il bambino non è in grado di apprezzare perché essendo congenita per lui, l’occhio ambliope è normale, non apprezza differenza rispetto alla condizione che lui ha imparato a conoscere. Una diagnosi corretta effettuata in età pediatrica prescolare ci consente di affrontare in problema e nel più del 90% dei casi di risolverlo portando il visus dell’occhio ambliope, che comunemente è chiamato pigro, a valori normali.

Le cause possibili sono:

-       la presenza di uno strabismo più o meno manifesto;

-       l’ anisometropìa (differenza di refrazione da un occhio all’altro) che può interferire con lo sviluppo normale della capacità visiva dell’occhio più debole;

-       qualsiasi patologia oculare che impedisca la messa a fuoco corretta.

Durante la visita dei 4 anni la prima cosa che l’oculista controlla è il movimento coordinato e sincrono dei bulbi oculari. Una sua alterazione può essere il primo campanello d’allarme di una differente percezione della visione tra i due occhi e quindi potrebbe fare pensare ad uno strabismo. Spesso i genitori pensano sia impensabile una visita oculistica in quanto a 4 anni, il bambino non sa ancora leggere.

Tra gli altri test si usa l’ E di Albini che è data al bambino il quale deve posizionarla nello stesso modo in cui il medico la posiziona a distanza. La lettera parte da una grandezza che ripropone le lettere dell’ottotipo, dalla più grande alla più piccola, in questo modo possiamo quantificare il visus di ciascun occhio, ovviamente si valuta l’eventuale vizio di refrazione ed infine viene effettuata una valutazione ortottica per stabilire la presenza di un eventuale strabismo anche latente. Ecco come i genitori devono pensare la visita del loro bambino che ancora non sa leggere.

Verso i 6 anni, prima dell’inizio della scuola tra i 10 e i 12 anni, quando spesso può insorgere la miopia.

La miopia è un vizio refrattivo in base al quale il potere diottrico, cioè l’insieme di lenti presenti nel nostro occhio, è troppo forte rispetto alla lunghezza del bulbo, al punto che le immagini sono sfuocate.

Il miope vede bene gli oggetti da vicino, ma le immagine lontane gli appaiono sfuocate.

I campanelli d’allarme che un genitore deve segnalare al medico pediatrico sono quando il bambino non riuscirà a vedere bene ciò che la maestra scrive sulla lavagna, comincia improvvisamente ad avvicinarsi troppo alla televisione, ai libri o ancora “strizza” spesso gli occhi.

In genere aumento con lo sviluppo e si stabilizza in età adulta. La correzione può essere fatta con gli occhiali, lenti a contatto o con intervento laser.

Un altro disturbo che può comparire nel bambino è l’astigmatismo.

L’astigmatismo è un difetto che comporta la visione sfuocata e quindi ha difficoltà a vedere nitidi sia gli oggetti lontani sia quelli vicini. E’ dovuto alla conformazione “ovalizzata” della cornea che non consente una messa a fuoco, precisa e puntuale sulla retina.

L’astigmatismo frena l’apprendimento anche se, come nel caso dell’ipermetropia, la visione si presenta buona.

L’ipermetropia è un altro disturbo visivo che può colpire anche il bambino. Si parla di ipermetropia quando i raggi luminosi provenienti da lontano si focalizzano dopo la retina. Il bambino avrà difficoltà non solo a leggere ma anche ad apprendere!

I malesseri che possono insorgere a seguito di un’ipermetropia sono i bruciori agli occhi, accompagnato da dolori e  rossore sempre dell’organo visivo. Da non sottovalutare nemmeno il mal di testa, la nausea e il nervosismo. Se individuata in tempo, è possibile correggere il disturbo per continuare ad avere una buona vista.

Lo strabismo con un allineamento anomalo dei due occhi. Uno degli occhi (ma talora anche  entrambi) è rivolto verso il naso (convergente) o verso la tempia (divergente), ma possono anche manifestarsi strabismi verticali (verso l’alto o il basso).

Lo strabismo può essere una delle cause scatenanti di ambliopia. Uno strabismo non costante può essere normale nei primi 4-6 mesi, se invece dopo i 6 mesi gli occhi non sono allineati, è utile sottoporre il bambino a un esame specialistico.

Per accertarsi della trasparenza dei mezzi diottrici è necessario il rilevamento del “riflesso rosso del fondo oculare”.

La fase più importante della visita oculistica, è rappresentata dall’esame del fondo oculare che permette di valutare lo stato di salute del nervo ottico, dei vasi retinici e della retina, con loro eventuali malformazioni.     

 

COME CORREGGERE I DIFETTI VISIVI

Purtroppo i difetti visivi sopra descritti non si possono prevenire. E’ fondamentale la visita dall’oculista di fiducia per usare la giusta correzione sin da quando si presenta.

L’ambliopia può essere contrastata principalmente mediante bendaggio dell’occhio sano o particolari lenti e colliri che costringano a sforzare l’occhio pigro.

La miopia, come l’astigmatismo e l’ipermetropia può essere corretta con occhiali, lenti a contatto e tramite intervento laser.

LE TECNICHE LASER                                        

Per la correzione dei difetti visivi, per evitare l’uso di lenti a contatto e occhiali, si utilizza la chirurgia refrattiva.

Le tecniche chirurgiche utilizzate nella chirurgia refrattiva con il laser ad eccimeri sono: PRK, LASIK o, con il FEMTOLASERFEMTOLASIK, l’ultima avanguardia in chirurgia oculare.

A differenza della tecnica LASIK tradizionale in cui veniva effettuato un taglio con una lama da bisturi, con il laser Femtosecondo, il taglio viene fatto con il laser.

PRECISIONE: per ottenere i migliori risultati

PERFORMANCE: laser preciso, sicuro e veloce con risultati ottimali

COMFORT verso il paziente

In via sperimentale i trattamenti intracorneali per la correzione della presbiopia.

Un problema delle persone con età superiore ai 40 anni sono obbligati ad usare occhiali per la visione da vicino.

Il recupero è rapidissimo, nel post-operatorio si possono verificare alcune ore di disagio ma si è già in grado di riprendere le proprie normali attività.

 

La SECONDA FASE è quella degli ultra cinquantenni, quando più frequentemente comincia a manifestarsi il glaucoma.

Il glaucoma è una malattia caratterizzata dall’aumento della pressione oculare, chiamata, anche “ladro silenzioso” proprio perché  procura dei danni al campo visivo che nelle prime fasi sono assolutamente inavvertibili dal paziente. Il problema è che però il danno del campo visivo diventa così esteso da diventare percepibile purtroppo quando i danni non sono più recuperabili perché è danneggiato il nervo ottico che come tutti i tessuti nervosi non è in grado di guarire. Ecco come una banale misurazione della pressione dell’occhio effettuata con regolarità dal proprio medico oculista di fiducia, può evitare problemi veramente seri.

COME CURARE IL GLAUCOMA

La terapia è utile soprattutto per impedire ulteriori aggravamenti ed è basata sull’uso di farmaci, trattamenti laser ed interventi chirurgici.

Solitamente i farmaci vengono somministrati localmente sotto forma di collirio o gel. Quando la terapia farmacologica risulta poco efficace o mal tollerata, si può pensare di utilizzare la terapia laser, diversa a seconda dei tipi di glaucoma.

Nel caso di “glaucoma ad angolo chiuso” si utilizza l’Iridotomia Yag Laser.

Nel caso di “glaucoma cronico ad angolo aperto”, si utilizza invece l’SLT (laser per la trabeculoplastica selettiva, che consiste nell’esecuzione di stimolazioni termiche a livello del trabecolato tali da determinare un incremento della sua capacità di deflusso con conseguente calo della pressione intraoculare).

La TERZA FASE è quella degli ultra sessantenni, che spesso sono soggetti a una malattia degenerativa che colpisce più di 50.000 italiani di ambo i sessi.

LA DEGENERAZIONE MACULARE SENILE

E’ un’alterazione e una perdita della funzionalità della parte centrale della retina, con importante riduzione della vista e della visione centrale. L’occhio invecchia e la macula, ricca di fotorecettori inizia a perdere la sua funzionalità. Inizialmente si ha una distorsione delle immagini o una “macchia” che interessa il centro del campo visivo, questo significa che non porta alla cecità completa perché la visione periferica è conservata.

Un test utilissimo per effettuare lo screening della patologia è il Test di Amsler che ci aiuta a capire se il paziente vede distorsioni delle linee rette. I sintomi di questa patologia sono proprio dati dalla distorsione delle linee rette o dall’apparire di uno scotoma nel campo visivo centrale.

Attraverso l’acquisizione d’immagini della regione maculare e la relativa analisi del pigmento maculare in termini di densità ottica medica e di massimo valore di densità ottica, è possibile valutare e monitorare i pazienti affetti da AMD (degenerazione maculare legata all’età).

E’ anche stato accertato che un corretto stile di vita (non fumare, fare esercizio fisico, seguire una sana e corretta alimentazione) può aiutare a rallentare e in alcuni casi prevenire lo sviluppo della patologia.

COME CURARE LA DMLE?

La terapia intravitreale e la lente IOL-VIP o IOL-K

Per il trattamento delle maculopatie si effettuano terapie intravitreali che consistono nell’uso di farmaci che vengono iniettati, mediante un sottilissimo ago, all’interno del vitreo. Al momento i principali farmaci utilizzati sono anti-VEGF impiegati nel trattamento della degenerazione maculare e di alcune forme di glaucoma neovascolare. Le iniezioni intravitreali di farmaci anti- VEGF possono essere ripetute in caso di scarso risultato.

E’ possibile fare un intervento chirurgico che attraverso l’impianto di una lente IOL-VIP o IOL-K consente in molti casi addirittura un raddoppio di visus.

In questo caso il protocollo è di tipo chirurgico – riabilitativo con una fase di riabilitazione visiva pre e post-operatoria.

La degenerazione maculare senile, come anche la retinite pigmentosa, è attualmente la prima causa di cecità o d’Ipovisione nei paesi occidentali.

L’IPOVISIONE colpisce maggiormente gli anziani con età compresa tra i 65 e i 74 anni, ma purtroppo colpisce anche i bambini nella fascia d’età da 0-12 anni, gli adolescenti 12-18 anni e gli adulti 19-64 anni!

Un soggetto si considera ipovedente se ha un visus compreso fra 1/20 e 3/10 nell’occhio migliore, non migliorabile con lenti. Un soggetto è cieco quando l’acuità visiva corretta nell’occhio migliore è inferiore a 1/20.

Si parla di “ipovisione centrale” quando si ha la perdita della visione centrale cioè di ciò che si vede quando si fissa un oggetto, mentre si parla di “ipovisione periferica” quando si ha la riduzione dello spazio circostante l’oggetto che si sta fissando.

La notevole riduzione delle capacità visive muta profondi mento lo stile di vita delle persone, viene limitata drasticamente la propria autonomia ed indipendenza!

Un ipovedente ha bisogno di aiuto e vorrei aiutarVI a REAGIRERIABILITANDO!

PARLIAMO DI RIABILITAZIONE VISIVA!

E’ fondamentale per rendere la vita di un ipovedente dignitosa, lascio la parola al mio P. R. Simona Riccio, Responsabile Marketing e Comunicazione del San Giorgio Medical Center – Centro di Microchirurgia Oculare e Centro di Ipovisione di San Giorgio a Cremano e dello Studio di Torino, che ha il piacere e l’onore di intervistare il dottor Marco Bongi, Presidente A.P.R.I. – Onlus Associazione Pro Retina e Ipovisione, con sede a Torino.

Il dottor Marco Bongi è nato a Torino nel 1959, all’età di 3 anni gli viene diagnosticata la retinite pigmentosa, che lo condurrà lentamente, ma inesorabilmente, alla cecità in vent’anni.

Marco è un mio carissimo amico e gli dico sempre che lui è un grande insegnante di vita e desidero veramente portare questa mia esperienza anche a tutti voi lettori… scopriamo perché!

Marco, come bisogna vivere questa disabilità?

M. Innanzitutto penso che la disabilità bisogna accettarla senza lasciarsi andare ad eccessive recriminazioni. Non sopporto quelli, e ce ne sono tanti, che vivono unicamente nella prospettiva di essere prima o poi miracolati dalla scienza.

Questo modo di approcciare il problema è giustificabile in una fase iniziale, nella fase cioè, come dicono gli psicologi, di “elaborazione” del lutto.

Possiamo pensare di poter superare questa fase molto critica?

M. Bisogna prima o poi, superare questa fase. Certo non si deve perdere la speranza di tornare a vedere, seguire l’evoluzione della ricerca, promuoverla anche ma non limitarsi solo a questa dimensione del vivere.

La nostra vita passa e va avanti. Occorre viverla oggi com’è adesso. Ogni ora perduta non tornerà più.

Bisogna porsi  poi obiettivi realistici e non velleitari. Ogni passo avanti, per piccolo che sia, è una conquista, un traguardo che assume un sapore ed un significato più pregnante rispetto a quanto avviene per i cosiddetti “normali”.

Un disabile spesso è considerato anche poco colto, si ha l’impressione che non sia in grado di fare …tu sei tra i primissimi non vedenti italiani ad affacciarsi al mondo del lavoro nel campo dell’informatica e, utilizzando ausili tecnologici, tra cui la sintesi vocale, hai intrapreso la professione di programmatore – analista di computer, non poco direi. Che cosa vuoi consigliare?

M. E’ proprio stato così per me. Sono riuscito a laurearmi mentre già lavoravo e mentre stavo perdendo gli ultimi barlumi di vista utile.

Questo mi è servito per riuscire a fare l’insegnante in una scuola superiore  per normodotati, o lavorare come programmatore di computer alla FIAT Auto o ricoprire la carica di consigliere comunale a Caselle Torinese per quattro anni.

La mia famiglia di origine, specialmente la mia mamma, mi è stata davvero molto utile perché ha insistito affinchè studiassi. La cultura è davvero il veicolo maggiore d’integrazione per un disabile.

Bisogna, infatti, essere in grado di dare qualcosa agli altri. Non possiamo pretendere solo di ricevere altrimenti, alla lunga, si diventa pesanti e si viene sopportati.

Quando vedo molti ragazzi non vedenti che fanno fatica ad integrarsi, mi trovo a pensare che ciò non dipenda tanto dal fatto che non vedono, quanto piuttosto che non sono in grado di reggere una discussione o di rendersi interessanti. Se, in altre parole, tu mi presti i tuoi occhi, io devo essere in grado di offrirti, per esempio, la mia conoscenza del diritto per aiutarti in una questione legale, o delle lingue per tradurti un documento o la mia capacità di rassicurarti e proteggerti, qualità questa molto importante in un uomo.

Quanto è importante il “Bastone Bianco”, principale ausilio alla mobilità dei disabili visivi?

M. Il Bastone bianco è il simbolo della cecità e quindi, specialmente in Italia, tutti fanno il possibile per evitarlo.

Molti però si arrabbiano perché i passanti non prestano attenzione alle loro difficoltà ma poi si guardano bene dal segnalare tali difficoltà.

Questo discorso vale soprattutto per gli ipovedenti che, in qualche modo, pensano ancora di riuscire a nascondere il proprio stato. Sembra assurdo ma per loro è meglio apparire deficienti piuttosto che disabili della vista.

Si prestano infatti ad una marea di gaffes e brutte figure piuttosto che segnalarsi con un bastone bianco.

Più di 150 ausili per rendere NORMALE la vita degli ipovedenti. Ognuno di loro vede in maniera differente l’uno dall’altro e certamente attraverso uno di questi 150 ausili potrà dire: “Con quello IO vedo meglio” …

Non abbiate paura del bastone bianco!

Grazie infinite Marco …buon lavoro e in bocca al lupo!

M. Desidero ringraziare la redazione per avermi dato la possibilità di fare questo speciale su di una testata importante, spero vivamente di aver trasferito il mio motto “Prevenire è meglio che curare” anche a Voi tutti.

Grazie per l’attenzione


Data ultimo aggiornamento della pagina: mercoledì 5 Settembre 2012